H2H: la nuova frontiera del marketing

H2H: la nuova frontiera del marketing

Dopo il B2B, il B2C, il B4B (poco approfondito), il C2B (in piena attività), la nuova frontiera del marketing sarà H2H (human to human)!

In principio erano il B2B e il B2C: due modelli di marketing che si basavano sui concetti di domanda e offerta. E tutto era semplice, come bere un bicchier d’acqua. Un’azienda produceva qualcosa, la immetteva sul mercato, la pubblicizzava sui canali di comunicazione standard, i clienti acquistavano. E tutti  vivevano felici e contenti.

Poi il web, l’abbattimento dei limiti geografici, la conoscenza a portata di click hanno cambiato le cose: è nato il C2B. Le aziende sono diventate cliente-centriche. Il marketing che ruotava attorno ai Brand e ai prodotti e servizi che volevano vendere, non esiste più. Il centro del potere si è spostato verso i clienti, sempre più forti in tema di libertà decisionale.

Oggi i clienti sono confusi perché tempestati dalle “storie” dei prodotti, inondati di messaggi personalizzati – su ogni canale di comunicazione disponibile – con i complimenti per la scelta effettuata, con l’invito a visitare il sito e le altre offerte selezionate per lui, con un codice sconto valido per il prossimo acquisto.

Se sei un Brand e riconosci in te questi comportamenti (ossessivi nei confronti del cliente), prova a fermarti e pensare: se tu fossi il cliente in questione, come ti sentiresti? E tieni in considerazione che i tuoi clienti non acquistano solo da te.. quindi di messaggi e attenzioni ne ricevono in quantità multipla.

Aggiungi a questo eccesso di attenzioni, un problema che tutti i clienti vivono in prima persona ogni giorno: l’impossibilità di comunicare con i Brand. Paradossalmente, maggiore è il numero di canali di comunicazione su cui un Brand è presente, minore è la capacità di risolvere un problema in tempi brevi e in modo definitivo, con la massima soddisfazione del cliente.

Insomma il marketing tradizionale e quello social viaggiano ancora su binari paralleli, ognuno verso il suo obiettivo, senza curarsi l’uno dell’altro. Invece dovrebbero lavorare in simbiosi per curare ogni singola conversazione, ogni esperienza personale e trasformarle in un beneficio globale.

Ma un Brand ha emozione e sentimento? No, i Brand no, ma le persone (che lo compongono) si. E le persone hanno voglia di essere comprese, di emozionarsi, di sentirsi parte di un gruppo.

E questo è possibile solo attraverso una comunicazione semplice, genuina, umile, con alti e bassi: da persona a persona, da umano a umano (from human to human).  E questo deve fare il marketing: spogliare la comunicazione della complessità e parlare la lingua del pubblico. E questo devono fare i Brand: creare relazioni e dialoghi tra persone, impostare rapporti uno-a-uno con i loro clienti, educare, insegnare, istruire. Non solo vendere.

E tu hai già avuto esperienze di marketing H2H? E ti sei sentito soddisfatto o sopraffatto dalla comunicazione?

 



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Cinzia Di Martino
Cinzia Di Martino
Mi definiscono (e mi definisco) una persona positiva, propositiva, decisa e ottimista (e anche chiacchierona). Sono laureata in informatica, ma ho una passione spropositata per blog, social media, marketing e web design.

6 Comments

  1. […] Dopo il B2B, il B2C, il B4B (poco approfondito), il C2B (in piena attività), la nuova frontiera del marketing sarà H2H (human to human)!  […]

  2. […] Dopo il B2B, il B2C, il B4B (poco approfondito), il C2B (in piena attività), la nuova frontiera del marketing sarà H2H (human to human)!  […]

  3. gloria vanni ha detto:

    Grazie Cinzia per questo tuo “da persona a persona” che spesso dimentichiamo.
    Sì, credo anche io che creare relazioni sia la forza di un brand. Dietro a questo ci sono persone che dovrebbero impegnarsi a promuovere e sostenere una semplice idea come questa. Così semplice da scordarla e scegliere la comunicazione aggressiva e il bombardamento continuo. Azioni da cui come consumatore sono in fuga perenne. Ormai non rispondo neanche al telefono non appena vedo chiamata da fuori area etc: so che è l’ennesima offerta dell’operatore di turno cui ho già detto almeno 20 NO negli ultimi tre mesi. Questo è marketing o persecuzione?

    • Cinzia Di Martino ha detto:

      Hai ragione @gloriavanni:disqus: è persecuzione! Secondo me il problema nasce dalla visione complessa delle cose: il cliente deve essere al centro delle attenzioni, ma questo non si può (e non si deve) tradurre in un eccesso.. o si rischia di asfissiarlo!
      E’ come nei rapporti: la troppa possessività fa male, fa fuggire l’altro invece di tenerlo vicino a noi. Ci vuole la giusta misura e soprattutto mai calpestare la libertà altrui: come con i bambini, bisogna dare loro la possibilità di sbagliare per far comprendere i propri limiti e come funziona il mondo. I clienti possono anche “tradire” un Brand, servendosi da un Competitor, ma come con il figliol prodigo bisogna essere pronti a festeggiare il suo ritorno! 😉

  4. Il content marketing nell'era del “not provided” ha detto:

    […] Oggi i clienti sono confusi perché tempestati dalle “storie” dei prodotti, inondati di messaggi personalizzati – su ogni canale di comunicazione disponibile – con i complimenti per la scelta effettuata, con l’invito a visitare il sito e le altre offerte selezionate per lui, con un codice sconto valido per il prossimo acquisto. Cinzia Di Martino in H2H: la nuova frontiera del marketing […]

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