Tutto ebbe inizio quando Rand (seomoz.org) twittò una domanda curiosa sull’influenza del punto esclamativo nel caso di CTR/RTs.
Dan Zarrella (hubspot.com) spinto dalla sua rinomata curiosità si gettò a capofitto nello studio della relazione esistente tra la presenza del punto esclamativo e i tweet, i retweet e i click.
Si mise ad analizzare più di due milioni di tweet (con link) inviati da account con almeno mille follower e scoprì una cosa davvero interessante: la presenza di un punto esclamativo riduce il numero di click, ma permette di incrementare i retweet!
Ora, retweettare un tweet con link senza cliccarlo non è un’azione considerabile come “normale”.. Mi viene in mente solo in caso: il messaggio è davvero tanto, troppo trainante da spingere il follower ad andare oltre e retweettare sulla fiducia!
Mi vengono in mente offerte e promozioni ma costruite in modo così attraente e accattivante e allettante da indurre al retweet prima del click. Ovviamente “Scopri di più” non è tra i messaggi suddetti.
Hint: da oggi in poi studiate bene il messaggio da twittare (con o senza link) e non dimenticate il punto esclamativo!
Per fortuna che l’arte di scrivere la si impara proprio da Twitter 😉