L’Authorship e le grandi fragole rosse

L'Authorship e le grandi fragole rosse

Con la cancellazione dell’Authorship e del numero di follower dai risultati di ricerca, Google fa pulizia dei concimi chimici dal web.

Una notizia che da poche ore ha destabilizzato freelance, blogger e brand in tutto il mondo è che la faccina dell’autore (e i relativi follower su GooglePlus) scompare dai risultati di ricerca di Google.

Il perché (tecnico) è presto spiegato: da un lato si punta sul crescente numero di utenti che si connettono via mobile (e si sa su mobile le cose semplici – testo nero su sfondo bianco – sono sempre le più apprezzate), dall’altro si punta il dito sui numeri (pare che su larga scala i risultati con e senza faccina non abbiano ottenuto differenze di click così eclatanti).

Le mie riflessioni a margine

E quindi? Di fatto possiamo solo prendere atto della decisione delle alte sfere senza poter modificare nulla. Ma una cosa possiamo farla: possiamo riflettere e farci un’idea di cosa questo ennesimo cambio di carte in tavola possa significare e di come possa influire sulle nostre vite (parlo per personal brand, freelance, blogger et similia).

Quando l’Authorship fece il suo ingresso nel mondo del web, fu subito una lotta contro il tempo a scattare una foto decente, configurare il configurabile e sfruttare GooglePlus per incrementare il numero di visualizzazioni e follower.

Traduzione: quando il concime chimico fece il suo ingresso sul mercato, i contadini più informati (capendone l’utilità) corsero ad acquistarlo ed utilizzarlo nei loro campi. Il risultato dell’utilizzo fu immediato: grandi fragole rosse cominciarono a riempire i loro campi. E grazie al nuovo concime, le fragole sono cresciute sempre di più, sempre più rosse e sempre più belle a vedersi.

Man mano che l’Authorship è stata conosciuta e configurata dalla maggior parte degli utenti web interessati, abbiamo assistito al palesarsi della voglia (egocentrica) dell’esserci sempre e comunque, con pubblicazioni costanti, di qualità (non sempre), puntando su immagini eclatanti per attirare l’attenzione. Gli articoli su “come creare il post ideale” si sono moltiplicati come i pani e i pesci. Si è parlato molto anche di psicologia e semantica, dimenticando la vita reale e puntando su quella virtuale.

Traduzionequando il concime chimico è stato acquistato ed utilizzato da tutti i contadini, ci siamo ritrovati con i mercati pieni di fragole: grandi, belle e rosse ma… senza alcun gusto. Fragole OMG e niente di più.  I produttori di concime si sono accorti che la richiesta d’acquisto per le fragole c’è a prescindere dalla loro apparenza pomposa e per questo hanno fatto una scelta “etica”: rispettare la natura e il naturale svolgersi dei cicli di crescita delle fragole.

L’Authorship non è (mai stato, né mai sarà) determinante per il successo di un (personal) brand. Come dice :

Hai mai visto la foto di Stephen King nelle sue copertine? Eppure ha venduto lo stesso i suoi libri.

L’Authorship è servita a far gongolare il tuo Ego, ma se vai a dare un’occhiata ai dati su Analitycs ti accorgerai che l’altalena del traffico è più legata ai canali social e alla tua presenza in essi e alla condivisione dei tuoi contenuti da parte di ALTRE PERSONE (Google non si è prenderebbe mai la briga di condividerli).

Morale della storia: troveremo sempre sul mercato fragole grandi, belle e rosse, ma che sanno davvero di fragola e che vale la pena mangiare ad occhi chiusi deliziando i nostri sensi. Ma per vendere le nostre fragole, dovremo comunque entrare e rimanere in contatto con le persone, curare la nostra reputazione, mantenere alta la nostra credibilità, ampliare la nostra autorevolezza. Tutto il resto verrà da sé.

 

Queste le mie riflessioni sull’argomento. Quali sono le tue? Parliamone nei commenti, ma prima…. Have Fun & Share It 😉

 



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Cinzia Di Martino
Cinzia Di Martino
Mi definiscono (e mi definisco) una persona positiva, propositiva, decisa e ottimista (e anche chiacchierona). Sono laureata in informatica, ma ho una passione spropositata per blog, social media, marketing e web design.

5 Comments

  1. […] Con la cancellazione dell'Authorship e del numero di follower dai risultati di ricerca, Google fa pulizia dei concimi chimici dal web.  […]

  2. […] ogle decide di far sparire l'authorshipCon la cancellazione dell'Authorship e del numero di follower dai risultati di ricerca, Google fa pulizia dei concimi chimici dal web.  […]

  3. Daniele Imperi ha detto:

    Come ho commentato nel post di Valerio su G+, a me non fa né caldo né freddo. Anzi, credo sia anche meglio. Non ho mai visto le faccette su tutti i risultati, quindi tanto meglio così.

  4. Il declino della Google authorship | FloatyFloaty ha detto:

    […] grado. La sua rimozione, così come quella del follower count, spunta le armi, ma, riprendendo la riflessione di Cinzia de Martino, mostrare il proprio volto non basta a mostrarsi credibili, la reputazione si migliora attraverso […]

  5. […] Ecco, G+ è come le video chiamate, sulla carta una figata pazzesca: gli hangout che ti permettono di fare conferenze con gente che non conosci, le community che ti permettono di condividere i tuoi interessi nerd con altri nerd come te, gli authorship che ti permettono di far vedere prima del tuo post la tua facciona, anche se, a questo proposito, è notizia di oggi che gli authorship verranno definitivamente eliminati, cosa che ha fatto impazzire i social media guru che prima ci incitavano ad osannarli, mentre dopo han dovuto ricredersi: a) gli authorship sono molto importanti, b) gli authorship non servono a niente. […]

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