Google Plus: le vie della promozione sono finite

Google Plus: le vie della promozione sono finite

Tutti i social hanno una policy, ma a quella di Google Plus devi stare più attento: se fai arrabbiare il suo papà, potresti passare i guai. Lo sai vero?

Quando hai un obiettivo è quasi impossibile fermarti, vero? Ma quando il tuo obiettivo è la visibilità per il tuo business, la tua community, la tua causa o il tuo blog è probabile che con il tuo comportamento rischi di ottenere l’effetto contrario. Rischi di essere troppo pedante, di trasformarti, tuo malgrado, in uno spammer di serie A.

I contenuti promozionali (soft o hard che siano) possono assumere diverse forme, ma di fatto violano tutte le regole di policy dettate da Google (disponibili a questo link) e le parole chiavi su cui si deve soffermare la tua attenzione sono due: “non voluto”.

Qualsiasi contenuto promozionale non voluto è una violazione della policy. E la violi quando condividi:

  1. post per cui vengono inviate continue notifiche
  2. troppi contenuti simili (o peggio lo stesso contenuto) in tempi brevi
  3. in troppe community in tempo ravvicinato
  4. troppo spesso nella stessa community
  5. contenuti che violano le regole di una community

Lo so che le tue azioni sono state fatte in buonafede, ma penso anche che sia utile spiegare una volta per tutte quelli che sono i comportamenti da evitare. Lo dico per il tuo bene. Perché Google Plus (quindi Google) non perdona: già a breve dovremo fare i conti con le penalizzazioni per il sito se non aggiornato e responsive, cerchiamo di evitare l’evitabile!

Le notifiche irritano chi le riceve

Le persone (te compreso) vogliono decidere da sole da chi o su cosa ricevere aggiornamenti: si chiama libertà. Eh lo so, siamo ormai disabituati al concetto, ma posso assicurarti che in alcuni ambiti è ancora un argomento molto sentito e di grande partecipazione.

Google Plus permette di gestire chi può interagire con te e coi tuoi post: quindi perché non usarlo al meglio?

Ad esempio, quando vuoi condividi qualcosa con le tue cerchie estese o con cerchie specifiche, condividi il post come “Pubblico”: il tuo post sarà ugualmente visibile nel loro feed, ma senza l’invio di notifiche (a meno che tu non abbia richiesto espressamente di poterne inviare).

Il comportamento corretto è di chiedere l’iscrizione ad una cerchia, avvisando della ricezione delle notifiche e aggiungere le persone solo dopo l’adesione ufficiale  e volontaria.

La ripetitività non paga

Se sul tuo account condividi lo stesso post o contenuti simili (ovvero lo stesso link con una presentazione diversa) e/o con lo stesso pubblico, rischi di diventare pesante e insopportabile (e di essere segnalato da qualche gplussers!). Cerca di condividere contenuti di varie fonti, magari arricchendo la condivisione con il tuo personale punto di vista, formattato a dovere.

Le condivisioni vanno centellinate

Se pubblichi un nuovo articolo o contenuto in generale, il primo desiderio è di condividerlo nelle varie community a tema di cui fai parte: è umano, è la prassi.

Ma forse non sai che i filtri di Google Plus potrebbero bloccare il tuo contenuto, richiedendo l’interazione del moderatore, prima di mostrarlo al pubblico.

Per evitare questa spiacevole esperienza, c’è chi suggerisce di non condividere lo stesso contenuto in più di tre community ogni due ore. Io ti proporrei di spalmare la pubblicazione sui vari giorni della settimana.

Le community monotematiche scocciano

Ti è mai successo di entrare in una community e trovare il feed intasato dalle pubblicazioni di una sola persona? Sfiancante, vero? Allora non rischiare di diventare antipatico agli occhi degli altri: non fare lo stesso sbaglio (e tieni sempre a mente che è più facile vedere la pagliuzza negli occhi degli altri che non la trave nel nostro!).

Le regole vanno rispettate

Ogni community ha le sue regole (che non possono però contraddire o riscrivere le regole di Google Plus). Per questo quasi tutte le community non ammettono post promozionali: leggi le regole!

Lo dico per te, perché se qualcuno ti indica come spammer, Google Plus (prima e Google poi) si metterà sulla difensiva e se noterà un comportamento recidivo da parte tua, ti considererà uno spammer a tutti gli effetti. E non sarebbe una bella esperienza.

 

Insomma, se vuoi proporre o (peggio) vendere qualcosa su Google Plus, hai sbagliato posto: la promozione falla sul tuo sito/blog (a casa tua). I social usali per farti conoscere e attirare l’attenzione: i social non servono a vendere, ma a socializzare! Per tutto il resto c’è il sito 😉 Have Fun & Share It



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Cinzia Di Martino
Cinzia Di Martino
Mi definiscono (e mi definisco) una persona positiva, propositiva, decisa e ottimista (e anche chiacchierona). Sono laureata in informatica, ma ho una passione spropositata per blog, social media, marketing e web design.

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