La formula del (tuo) successo su GooglePlus

La formula del (tuo) successo su GooglePlus

In principio fu la conversazione, che creò la collaborazione, che portò alla scoperta de.. la formula del tuo successo su GooglePlus: la PESCA!

[Articolo scritto a 4 mani con Salvatore Russo]

Voglio subito specificare una cosa: dopo aver letto questo articolo non vedrai schizzare le tue visualizzazioni alle stelle, né ti troverai accerchiato senza alcuna via di scampo da milioni di account. Per i miracoli ci stiamo attrezzando!

L’obiettivo dell’articolo è di individuare gli strumenti che hai a portata di mano per incrementare le tue connessioni con chi condivide le tue passioni, aumentando così visibilità, credibilità e autorevolezza.

E per essere certa di non sbagliare e per assicurarti una formula “soddisfatti o rimborsati” ho chiesto a Salvatore Russo, padre biologico di #SMARMELLARE, di giocare al piccolo chimico con me.

Dopo giorni e notti di studio, ricerca e sperimentazioni, siamo finalmente addivenuti ad un verdetto: la formula del (tuo) successo su Google Plus è la PESCA.

Stai tranquillo, non ci sarà bisogno di armarsi di zappa, vanga e galoche: non c’è bisogno di piantare il seme e aspettare che cresca l’albero per raccoglierne i frutti… hai già tutto l’occorrente.

P come Profilo

Quando trovo un contenuto utile e/o una faccia simpatica, mi fiondo d’istinto nella sezione Informazioni per conoscere meglio il tizio in questione. E non sai quanto è frustrante trovare il vuoto cosmico!

Mi sa che al tizio è sfuggito un concetto di fondo e mi spiego meglio. Se tu fossi un prodotto, la sezione About sarebbe la tua brochure di presentazione. E quando voglio acquistare un prodotto, non mi basta guardare una bella foto, voglio sapere se e come può essermi utile, se soddisfa i miei bisogni, che caratteristiche ha, dove posso trovarlo.

Ecco perché ti consigliamo di farti trovare ben vestito e pettinato!

Google Plus ti offre l’opportunità di essere te stesso e offre a Google la possibilità di capire chi sei.

Parole toste quelle di Bradley Horowitz, vice presidente del product management per Google+. Parole che hanno tantissime implicazioni e che racchiudono in sé l’anima di Google Plus.

Una conversazione tra due uomini mascherati oltre ad essere un tantino surreale è anche profondamente falsata. Google+ ha il merito di aver fortemente voluto un drastico cambiamento della nostra presenza online: basta nickname, mettiamoci la faccia!

Quindi non puoi essere te stesso se invece della tua foto ci metti quella del tuo gatto (bellissimo gatto eh), ma non è la sua pagina profilo, è la TUA. Stai infrangendo la prima regola del buon Google Plusser: sii te stesso.

Carica una tua foto recente e decente, #NOSGRANATA, ben riconoscibile, possibilmente in primo piano. La sezione profilo trattala come se fossi su Linkedin, è fondamentale, serve per far capire chi sei ai tuoi follower ed a Google, come dice l’amico Bradley, e ciò ha enormi implicazioni, non ultimo la questione dell’authorship dei tuoi contenuti.

E come Engagement

GooglePlus ha destabilizzato gli utenti del web con il suo nuovo approccio alla presenza social: una presenza fatta di passioni e conversazioni, in cui l’engagement passa per l’altruismo e l’essere utile per la comunità.

E siccome, l’engagement favorisce le conversazioni, che alimentano le relazioni, che influiscono sulla credibilità, che determina l’autorevolezza, ti suggeriamo di…

…fermarti ed iniziare ad ascoltare.

Non c’è metodo migliore di coinvolgere qualcuno che ascoltarlo. 

Perché siamo sui social network? Perché vogliamo essere, perché vogliamo appartenere a qualcosa, condividere emozioni, avere la nostra fetta di visibilità. Ecco fermati. Smettila di sgomitare e guarda i tuoi follower, ascoltali e poi riparti di slancio!

La conversazione è conversione, e può esserci una sana conversazione solo se ascolti l’intercolucore, assimili i suoi concetti e rispondi in maniera coerente.
C’è questo post stupendo di Gplus Expertise in cui si mette in evidenza come molti utenti commentano un post senza averlo letto!


Semmai basandosi su una “scansione del post” ed una lettura superficiale di qualche commento! Roba da matti! Purtroppo capita spessissimo e non solo su Google+: ho anni e anni di esperienza nella moderazione di blog con millemila commenti e posso dirti che capita molto di frequente. L’ascolto è un bene prezioso. Se donerai il tuo ascolto, farai uno dei regali più graditi ai tuoi follower e loro ti ricambieranno con tanto engagementerezze!

Su #GooglePlus non c’è metodo migliore di coinvolgere qualcuno che ascoltarlo.

S come Stream

Il flusso delle informazioni su Google Plus a volte può essere come un fiume in piena, scorrono potenti i post di individui, comunità e Pagine e recuperare ciò che ci interessa potrebbe sembrare complicato. Non voglio però spiegarti ora come gestire al meglio queste informazioni, voglio ancora una volta che tu stia fermo e rivolga il tuo sguardo verso lo streaming del tuo profilo.

Cosa vedi? Solo gif animate? Quanti anni hai, 12?

Sei impestato di Cerchie Condivise? Non stai bene, curati, vai in una Community

Un sacco di post con zero commenti, condivisioni, +1? Ti stai parlando addosso.

I tuoi post sono impestati di hashtag? #dai? #guarda #che #puoi #metterne #meno

Ti sarà capitato di guardare una vecchia foto ed esclamare: ma come diamine andavo in giro? Ecco devi fare la stessa cosa con lo stream del tuo profilo! Controllare e dire: questo sono io?
Se la risposta e si, vai avanti così che lo sei! Altrimenti puoi cambiare, puoi farcela, noi ti terremo la mano per tutto il tempo che ci vorrà.

C come Cerchie

Le cerchie funzionano come le comitive reali e da quando l’ho capito ho iniziato ad accerchiare con criterio e ordine: le mie fonti di ispirazione, gli esperti italiani e mondiali da seguire, gli amici reali, gli amici virtuali, i caffeinomani, i professionisti che apprezzo e leggo tutti i giorni, i profili ufficiali dei vari canali social e molto altro.

Ad oggi non mi pento della (forse?!) eccessiva suddivisione dei contatti perché con un solo click trovo uno stream di informazioni dedicato alle necessità di quel dato momento, saltando a piè pari su gattini e gif animate. E in più posso anche condividere i contenuti in modo mirato con chi sono certa sia interessato e con la piena libertà di espressione (che varia in base agli interlocutori).

Le cerchie sono lo strumento più potente per l’ascolto! Ti permettono di avere un udito finissimo! Sono una cosa buona, una delle migliori di Google Plus.

A come Altri

Su tutti i social è importante la condivisione di contenuti altrui più che dei nostri. Anche su GooglePlus, con una differenza sostanziale. Con una presentazione personale e ben formattata di un contenuto puoi dar vita a conversazioni, approfondire conoscenze, conoscere nuove persone che condividono le tue stesse passioni, creare nuove relazioni… altrimenti a cosa ti servirebbe Google Plus?

La formula della PESCA ti permette di essere un Buon Google Plusser

Quelli che hanno capito lo spirito di questa piattaforma, in cui lo scambio di informazioni, la collaborazione e la condivisione di idee può trovare la sua massima espressione. Questo è possibile sia per come è stato concepito Google+ che per l’atteggiamento assolutamente positivo dei suoi padri pellegrini. Quei primi professionisti che da subito hanno portato in questo nuovo mondo comunicativo i propri principi etici! La stiamo mettendo giù in maniera epica, ma credici è il modo migliore per raggiungere il successo, un successo condiviso.

Raccogliamo con entusiamo gli spunti forniti in merito da Lisa Engles che in un post meraviglioso ha definito il profilo del Buon Google Plusser. Noi lo abbiamo un po’ rivisto ma il senso è lo stesso e la formula PESCA ne rappresenta l’essenza.

Il buon Google Plusser

1) Incoraggia la discussione

Non importa quale sia l’argomento: politica, fitness, birdwatching, riscaldamento globale, sbucciamento dei semini di girasole per i propri criceti, ecc – il buon Plusser apre sempre la porta per una discussione autentica. Non elemosina +1, commenti, citazioni e reshares. Crea anche degli Hangout per guardare negli occhi i proprio interlocutori, che cucciolo….

2) Spirito di collaborazione abbestia

Google+ è l’habitat per la collaborazione. Non sopravvive il più forte, sopravvive chi collabora. La circolazione delle idee ossigena il cervello, ti rende meno merd e ti permette di vivere meglio e beccarti semmai qualche buon contatto per una possibilità lavorativa.

3) Gratitudine a grappoli

“Grazie per il vostro supporto” “Grazie per le vostre intuizioni” “Grazie per la vostra leadership” “Grazie per essere una persona straordinaria” “Grazie per la mention” “Grazie per l’ottimo Hangout” Ci si sente proprio bene a stare tra tanta gratitudine!

4) Contributi come se ci fosse un domani, in cui condividere

I Google Plussers sono contributori. Il contributo ci fornisce una prospettiva nuova, che ci permette di ottenere una visione più olistica di qualsiasi argomento. Il valore finale del contributo è che può essere utilizzato in servizio al maggior bene del tutto.

Su #GooglePlus non sopravvive il più forte, sopravvive chi collabora. 

Dato che le chiacchiere stanno a ZERO e a noi piacciono le conversazioni e i +1, cerchiamo ogni giorno di mettere in pratica tutti i concetti presenti in questo post, che rappresenta il nostro manifesto della buona PESCA e del Buon Google Plusser.

E se ti sono stati utili i nostri suggerimenti su come ottenere in casa la formula del successo, condividila con chi vuoi (e con chi ne può avere di bisogno). Have Fun & Share It 😉 [Grazie!]

 

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Cinzia Di Martino
Cinzia Di Martino
Mi definiscono (e mi definisco) una persona positiva, propositiva, decisa e ottimista (e anche chiacchierona). Sono laureata in informatica, ma ho una passione spropositata per blog, social media, marketing e web design.
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