Call To Action: 5 formule per renderle più efficienti

Call To Action: 5 formule per renderle più efficienti

Il tuo obiettivo online? Portare il pubblico a compiere un’azione. A questo servono le Call To Action sempre meno efficaci, purtroppo.

Pensavo che l’offerta interessasse a molti e invece hanno aderito in pochissimi.

I fan mi avevano richiesto l’ebook dedicato all’argomento, ma lo hanno scaricato solamente in 10.

Situazioni del genere sono frustranti per chi ha puntato sul web. Non ci sono parole per spiegare il senso di smarrimento e inutilità provato da chi ha creato qualcosa di speciale e professionale per il suo pubblico e vede i numeri dargli (ingiustamente) torto e far crollare ogni certezza.

Poi però è sufficiente dare un’occhiata alla Landing Page (ammesso e non concesso che ce ne sia una!) per capire cosa non ha funzionato (ti ricordi di Sofia, Marco e Giulio? L’articolo Mostrami la tua Landing Page e ti dirò chi sei rimane sempre valido!).

Nel 50% dei casi (oggi mi sento buona!) a non funzionare è la CTA (Call To Action), ovvero l’invito all’azione che vuoi far compiere al tuo pubblico (i visitatori del tuo sito, i fan della tua pagina aziendale, gli iscritti alla tua newsletter e simili).

E visto che mi capita di cestinare tante email con un contenuto chilometrico e una CTA inefficace o di vedere landing page poverissime di immagini e ricchissime di testi ridondanti, pieni di specifiche tecniche noiose e poco convincenti, mi sono detta “Perché non ripassare i concetti di base?”.

Importanza dei colori

La CTA deve essere la prima cosa che salta agli occhi quando si arriva nella landing page. Quindi scegli con cura i colori da utilizzare: prediligi colori contrastanti per sfondo e pulsante della CallToAction.

Puoi anche usare i colori del tuo Brand per creare una pagina piacevole e in linea con il tuo stile personale, ma fai in modo che l’impeto di chi guarda la pagina sia di cliccare subito sulla CTA.

Celolunghismo in via d’estinzione

Le CTA più efficaci ed efficienti sono quelle che riescono a farsi cliccare in pochi secondi. Quindi dimentica i testi fiume, le lettere di presentazione con giustificazioni, rassicurazioni, specifiche infinite, statistiche e casi di studio: usa frasi brevi e parole semplici e non superare le cinque righe.

Vuoi una chicca? Punta sull’utilizzo di verbi che inducano all’azione per provocare la reazione del pubblico.

Fascino in primo piano

La domanda cui deve rispondere la tua landing page è: mi è utile?

Questa è la domanda che il pubblico si pone e se in pochi secondi riesce anche a trovare  una risposta, agisce: o clicca sul pulsante o abbandona la pagina.

Quindi non confondere il pubblico con diverse CTA: meglio una, univoca, diretta e semplice! Ah, se hai diversi obiettivi, usa landing page differenti 😉

Chiacchiere a zero

Ancora una volta le dimensioni contano: rendi il pulsante della CTA grande, grandioso, ben visibile ed evidente nella pagina.

Ovviamente questo non vuol dire che la pagina debba diventare un bottone ambulante! Ma che la CTA non sia relegata al link di una tristissima frasetta grigio su bianco.

A me gli occhi please!

Se vuoi essere sicuro dell’efficacia della tua Landing Page, guida il tuo pubblico in una sorta di percorso immaginario all’interno della tua pagina, fino a mettere in evidenza la CTA. Per raggiungere l’obiettivo puoi utilizzare le frecce, un disegno o anche un volto.

Nel primo caso, indicherai esattamente la CTA.

Nel secondo caso, guiderai l’occhio del visitatori all’elemento attraente per antonomasia: il titolo.

Nel terzo caso, userai lo sguardo dell’immagine scelta per guidare il lettore al prodotto/servizio presentato.

 

[BonusTip] E per favore non usare “Acquista adesso” o “Compra subito”: come CTA non funzionano, tu ci cliccheresti? Se hai risposo si, io non ci credo #sallo e – ne sono certa – nemmeno tu!).

Ricordati che un obbligo, per quanto edulcorato sia, rimane un obbligo, mentre un invito gentile ha più presa sulle persone.

Voglio scaricare la guida e Fammi provare gratis per xx giorni sono messaggi che massimizzano la seduzione del tuo messaggio (soprattutto perché usati in prima persona: l’attenzione è tutta focalizzata su chi sta leggendo e deve decidere… e si sente quindi chiamato in causa – e clicca!).

 

E ora dimmi: quali CTA ti hanno lasciato il segno per la velocità con cui sono riuscite ad ottenere il tuo clic? E se hai provato a riproporle ma senza ottenere i risultati sperati, hai individuato il punto debole della tua landing page? Se ti va ne parliamo nei commenti 😉

 

 



Iscriviti alla Newsletter

* indicates required

Cinzia Di Martino
Cinzia Di Martino
Mi definiscono (e mi definisco) una persona positiva, propositiva, decisa e ottimista (e anche chiacchierona). Sono laureata in informatica, ma ho una passione spropositata per blog, social media, marketing e web design.

6 Comments

  1. […] Hai biIl tuo obiettivo online? Portare il pubblico a compiere un'azione. A questo servono le Call To Action sempre meno efficaci, purtroppo.  […]

  2. […] Il tuo obiettivo online? Portare il pubblico a compiere un'azione. A questo servono le Call To Action sempre meno efficaci, purtroppo.  […]

  3. valentina sala ha detto:

    Ciao Cinzia,
    ottimi consigli davvero! L’imperativo e l’urgenza non li ho mai sopportati e credo che abbiano stufato un po’ tutti.

    Una delle call to action che più mi è rimasta impressa l’ho trovata su un sito di moda. Per skippare la pop-up di iscrizione alla newsletter avrei dovuto cliccare su ‘voglio rimanere sciatta’ o qualcosa del genere.
    Confesso che lo skip è stato più sofferto, e in più mi hanno strappato anche un sorriso!
    L’ho trovata una formula vincente, proprio perché mi hanno messa al centro dell’azione usando la prima persona.

    • Cinzia Di Martino ha detto:

      Ciao @valentinasala:disqus e grazie per aver condiviso la tua esperienza 🙂

      Anche io, come te, mal sopporto i pop-up ma ho ceduto alla tentazione grazie all’utilizzo della prima persona nella CTA: evidentemente è una chicca che vale la pena provare in prima persona! 😉

      Anzi… vado subito a provarla per invogliare l’iscrizione alla newsletter ^_^

  4. IlFabbricanteDiSpade ha detto:

    Le tue considerazioni sono giustissime, ma ti sottopongo un problema di fondo che emerge da questo e tanti altri post sul tema.

    Gli esperti di social media passano il tempo a studiare le migliori azioni, le strategie più efficaci per rendere semplice la CTA.

    Il mio quesito è: ma non è che ci stiamo tutti un po’ instupidendo e non ci va più di cercare, sperimentare, osare?

    Mi spiego meglio. Giustissimo cercare la frase giusta, il colore, la forma. Il passo successivo sarà imboccare i contenuti direttamente agli utenti in realtà aumentata?
    Facebook è l’esempio classico del fenomeno: il tasto “Mi piace” serve a valorizzare una pagina, ma quanti poi davvero sono interessati ai contenuti?
    Un tasto è e resta solo un tasto. La ricerca maniacale (in certi casi) della semplificazione sta diventando ossessiva e ho la netta sensazione che la gente non abbia più voglia e tempo di fare nulla.

    Il web è uno strumento potentissimo, ma anche democratico: un’auto di formula 1 può essere guidata solo da un pilota esperto, invece navigare e commentare su blog e social è alla portata di tutti.
    Le azioni che hai consigliato sono validissime, eppure i click diminuiscono. Perché?

    • Cinzia Di Martino ha detto:

      @ilfabbricantedispade:disqus giusta osservazione!

      Partiamo dal presupposto che io non sono una maniaca degli studi e delle statistiche (materia peraltro odiata perché ultima data.. diverse volte!), anzi credo più nella capacità oratoria e nell’empatia.

      Ciò detto, posso solo giocare di fantasia e azzardare qualche ipotesi per il mero piacere di partecipare al gioco ^_^ (se sapessi davvero perché i click diminuiscono avrei aggiunto qualche chicca all’articolo):
      – l’account email di ognuno di noi è strapieno di CTA e siamo al limite massimo di sopportazione (almeno quanto non ne possiamo più della pubblicità obbligatoria da sorbire prima di un video)
      – dati i racconti di vita di amici, parenti e conoscenti, abbiamo paura a cliccare perché… può essere un virus, possono clonarmi la carta, può capitare che parta un porno (e che figura ci faccio??)
      – abbiamo pochissimo tempo e lo gestiamo in maniera pessima: non possiamo perderci dietro le offerte in cui ci imbattiamo solo perché sono considerate offerte; se l’argomento non mi interessa, c’è ben poco da fare
      – varie ed eventuali (opzione immancabile nelle liste!)

      Scherzi a parte, personalmente tengo anche conto di una cosa: tutti gli studi e le statistiche e le analisi sono effettuate in paesi che non sono l’Italia. Tanto mi basta per prendere le informazioni con le dovute precauzioni.

      Tendo più a fidarmi delle mie esperienze, del mio sentire e dai comportamenti del navigatore medio 😉

      ps. Mi dispiace di non avere una risposta certa alla tua domanda 🙁

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Powered by themekiller.com watchanimeonline.co