Brand, visibilità a rischio e trend 2014

Trend 2014: #videomarketing e #wom la fanno da padrone. Ma è davvero così facile mantenere alti i livelli di visibilità con così poco?

Brand, visibilità a rischio e trend 2014

Photocredit: deviantart.net

Saranno le recite di Natale, sarà il poco tempo che ho avuto a disposizione, sarà che l’anno volge al termine e mi ritrovo a fare il punto della situazione, saranno tanti i motivi.. ma di fatto sono stata meno presente sul blog e sui social in questi ultimi giorni.

E questa lontananza mi ha portata a riflettere sullo stato del digital marketing nel 2013, sui trend del 2014 e sulla visibilità di un Brand.

Con le ultime variazioni del News Feed di Facebook abbiamo assistito al crollo di visibilità dei Brand e ci siamo resi conto dell’obbligo di acquisto delle adv per poter sopravvivere alla quotidiana lotta di cui facciamo parte.

Su Twitter ci ritroviamo sommersi da una tempesta di contenuti e soffriamo per il netto calo di condivisioni e conseguenti visite ai blog.

Su GooglePlus ci stiamo perché dobbiamo, ma non abbiamo ancora capito appieno come muoverci e come raggiungere il massimo risultato con il minimo sforzo (e vista l’importanza del canale molti stanno già pensando di usarlo come miniblog, eliminando il blog ufficiale).

Su Pinterest spopolano citazioni e infografiche, raggiungendo i massimi storici di repin, mentre il marketing è ancora lontano dalla vetta.

Le adv online sono odiate e bloccate da più del 30% del popolo web.

Non si legge più: quotidiani e giornali sono sempre meno venduti e sono diventati pesanti, noiosi e pieni di pubblicità (forse per questo nessuno li acquista più?).

Tutti i Brand soffrono di un calo di visibilità, su ogni canale di comunicazione, a tutti i livelli [e non prendiamo in considerazione la #webtax e l’analfabetismo digitale].

La pubblicità ci circonda, è ovunque e noi non ne possiamo più. E allora per sopravvivere si punta su altri livelli di comunicazione. E visto che per il 2013 ci siamo giocati tutte le cartucce in ambito di social media marketing, da diversi giorni i grandi nomi del Social World ci propongono i trend del 2014.

E così sappiamo già che il nostro pensiero fisso di quest’anno sarà il video marketing e il WOM, che dovremo preferire googleplus e instagram per raggiungere l’eccellenza nel branding, che a tenere alta l’attenzione degli utenti saranno le idee e non i tutorial.

Infatti, il video marketing (finalizzato alla fidelizzazione) non è per tutti:

È per i Brand che riescono a rendere internazionali lo storytelling, divertendo ed emozionando in meno di 90 secondi.

E il WOM (passaparola)? Beh quello potrebbe essere più alla portata di tutti (#PMI comprese), ma per farlo con successo serve che obiettività e buon senso vadano a braccetto. Soprattutto nei piccoli centri non sempre è semplice diventare trascinanti: partire da un bisogno o da una volontà comune, appoggiarsi ad un nutrito gruppo di persone che perseguono lo stesso obiettivo e usare gli aggreganti naturali (cibo e musica) e sorridere sorridere sorridere.

Perché è questo l’unico vero trend che dovrebbe avere la meglio: tutto il resto è fuffa!

I trend sono come la moda: scarpe a punta tonda, magliette a taglia unica, capelli corti. Se non li hai non sei nessuno, ti dicono. Ma ne sei proprio sicuro?

Io penso che ciò che ti porta e ti mantiene sulla cresta dell’onda non è il seguire alla lettera le previsioni, quanto il riuscire a mostrare al mondo le tue conoscenze con personalità e determinazione.

Il mio suggerimento spassionato è:

 

Ti rivelo un segreto: tra i miei buoni propositi del 2014 ci sono i video, le immagini e lo storytelling.. come a dire nulla di nuovo sotto il sole (almeno in apparenza). E i tuoi buoni propositi cosa prevedono?



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Cinzia Di Martino
Cinzia Di Martino
Mi definiscono (e mi definisco) una persona positiva, propositiva, decisa e ottimista (e anche chiacchierona). Sono laureata in informatica, ma ho una passione spropositata per blog, social media, marketing e web design.

5 Comments

  1. Alessandro Pozzetti ha detto:

    I miei buoni propositi prevedono che io scriva di più sul blog e non una volta a settimana (massimo 2). Sto preparando un nuovo piano editoriale infatti!

    Sul punto Google+ sono d’accordo con te: la tendenza è davvero verso il miniblog e potrebbe essere proprio la sua fortuna, dato che fino ad ora era stato un oggetto misterioso.

  2. gloria vanni ha detto:

    Condivido i tuoi “buoni propositi”, Cinzia! Il mio ordine è… storytelling, immagini, video… ma è un ordine liquido, pronto a essere scombussolato… mostrare al mondo le tue conoscenze con personalità e determinazione è il traguardo, consapevole che non si arriva mai a un traguardo di gloria e basta. Ci sono traguardi dove puoi riposare, racogliere idee ed energie per ripartire con maggiore chiarezza lungo un cammino che continua, continua, continua e c’è sempre qualcosa di nuovo da imparare a usare. Oggi si chiama Google+, domani?

  3. Daniela Patroncini ha detto:

    Che dire? i trend in fondo sono una moda, e come tale si può scegliere se seguirla alla lettera o affidarsi all’originalità per farsi notare. Il nostro compito è valorizzare (nel senso di comunicare valore) quindi credo che il sano buon senso di mediare moda e personalizzazione sia sempre la strategia vincente. Se la prossima primavera andrà di moda il giallo – e io vestita di giallo sto proprio da cani – sarà assurdo voler seguire il trend a tutti i costi: anzichè valorizzarmi mi penalizzerò! Magari sceglierò gli accessori, un paio di scarpe gialle tacco 12 che non passino inosservate, ma continuerò a scegliere il nero, il bianco e le tinte che più mi si addicono. Insomma: la strada vecchia non la lascerei completamente. Da parte mia continuerò a credere e a potenziare l’e-mail marketing ad esempio (strada vecchia) che mi ha sempre dato soddisfazione, implementandola con i trend più attuali. Insomma: G+ avrà tutta la mia attenzione ma non sarà l’unico e soprattutto non mi affiderò solo a lui. Ecco, più che un buon proposito scelgo la parola dell’anno: personalizzazione. E da qui in poi tutta strada in salita. Voi che ne dite? E’ una scelta che mi darà ragione?

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